Mirko Di Martino

Autore, regista, direttore artistico del Teatro TRAM di Napoli, fondatore e direttore della compagnia del Teatro dell’Osso. Ha scritto numerosi testi teatrali di diverso genere: drammi, commedie, musical, monologhi, spettacoli per ragazzi, rappresentati nei teatri italiani e all’estero. I suoi testi hanno vinto premi e riconoscimenti in vari concorsi nazionali di drammaturgia (tra cui: “Premio Sorace” “La Corte della Formica” “Premio Vallecorsi” “Schegge d’Autore”, “Fondi La Pastora”). Il suo spettacolo “Il Fulmine nella Terra. Irpinia 1980” è stato trasmesso integralmente da RAI 5 il 25 novembre 2017.

Tra i suoi spettacoli: “Il maestro più alto del mondo”, la storia tragica di Franco Mastrogiovanni in scena al Napoli Teatro Festival 2019; “Antigone 1945”, una rilettura dell’Antigone di Sofocle ambientata durante la guerra partigiana (Vincitore del DOIT Festival a Roma); “Regine Sorelle”, un monologo pop brillante e irriverente che racconta le vite parallele di Maria Antonietta di Francia e Maria Carolina di Napoli (nomination miglior attrice “Roma Fringe Festival 2017); “Buco nell’Acqua” un’amara satira delle guerre di religione, testo vincitore del premio “Emma Sorace” 2017; “Il Fulmine nella terra”, una ricostruzione accurata del terremoto in Irpinia del 1980 (finalista e nomination miglior attore al Roma Fringe Festival); “Plautobus”, uno spettacolo per le scuole superiori in scena da sette anni che è stato visto da poltre quindicimila spettatori.

Ha curato la regia di numerosi testi classici (Shakespeare, Goldoni, Pirandello, Molière) e di drammaturgia contemporanea con i quali ha partecipato ad importanti Festival nazionali.

È docente di recitazione, regia e drammaturgia.

 

FULMINE NELLA TERRA

« E’ meglio sentirsi italiani all’estero che stranieri in Italia »

“Il fulmine nella terra” è un monologo di teatro civile basato su articoli di giornale, testimonianze e documenti originali, che ricostruisce i primi giorni del sisma raccontando, a volte con ironia e a volte con crudezza, le storie delle vittime e dei soccorritori, i ritardi, l’impreparazione e gli errori dei soc-corsi. Lo spettacolo è anche il racconto di un’epoca che sembra molto più lontana di quanto non sia in realtà, un’ironica e a tratti dolorosa narrazione dell’Italia del 1980, rivissuta attraverso le musiche, i film e la TV di quegli anni, che rendono ancora più amaro il contrasto tra la spensieratezza dell’”Italia da bere” e la tragicità dell’evento sismico.