#Giffoni50: Noi ci saremo!

Claudio Gubitosi, direttore del più famoso Festival per ragazzi del mondo, ci racconta Giffoni50: “Non ho mai pensato, per un solo secondo, che questa edizione non si facesse. Mi sono sempre chiesto, invece, come fare per non distruggere l’unicità di Giffoni, dove lo stare insieme è l’emblema del festival. La sicurezza prima di tutto e qui ho chiesto a me stesso un grande nuovo sforzo. Iniziare daccapo, come se mi trovassi all’improvviso in una macchina del tempo, per farmi trasportare nel Giffoni degli anni ’70, pur con tutte le modernità di quest’epoca”.

“Mi sono fatto in quattro per il mio compagno di viaggio e lui adesso si fa in quattro per il suo pubblico. L’emergenza sanitaria imponeva una riformulazione dei percorsi finora seguiti. Lo imponevano i protocolli, che richiamano fortemente alla prudenza”.

Ecco perché quest’anno il festival si dividerà in quattro momenti diversi, modulati in base al target di età dei jurors, ai quali, ancora di più, sarà garantito il massimo della sicurezza. La prima tranche si svolgerà dal 18 al 22 agosto; la seconda dal 25 al 29 agosto, la terza tra settembre e novembre e la quarta dal 26 al 30 dicembre.

 

Quest’anno, naturalmente, il festival parlerà anche di coronavirus. “È certamente un regno di mezzo nella nostra vita sociale, personale e collettiva, qui come in qualsiasi altro angolo del mondo. Desidero parlarne con i fatti – spiega Gubitosi – perché sono consapevole che, oltre all’immane lutto che ha colpito tutti con la perdita di migliaia di persone anziane, abbia segnato in modo forte le nuove generazioni. Ed è a loro che Giffoni rivolge tutta la sua attenzione. Avere speranza, fiducia, ritornare a produrre energia, non avere paura, fidarsi degli altri: credo che ogni operatore culturale dovrebbe prima di tutto pensare a questo. Dallo scorso mese di marzo ho cercato di trasmettere sicurezza, serenità pur in momenti così complicati. Posso dire, sicuro di non essere smentito, che milioni di nostri amici si chiedevano, nell’annullamento generale di tanti eventi importanti, se Giffoni si sarebbe fatto. Ho utilizzato il mio tempo per pensare come rimettere in moto il festival, non rimodellando una formula nota, conosciuta, apprezzata e di successo ma iniziando daccapo”.

 

Dal pensiero di Gubitosi è emersa una nuova e avvincente forma che, da una parte, si adegua perfettamente al concetto di distanziamento, nel senso di fare più cose distanziate, ma anche ad una sorta di libertà che permette di promuovere e produrre tante attività al di fuori di uno schema classico. “La notizia che Giffoni si fa in quattro – precisa Gubitosi – ha girato il mondo. Ho molto apprezzato lo stupore con cui è stato accolto questo nuovo modello creativo, né solo online, né solo fisico. Raggiungeremo in questo modo migliaia di ragazzi, aprendo hub similari ad ambasciate in 40 città italiane, 17 nazioni estere che seguiranno Giffoni esattamente come quelli che avranno la fortuna di essere fisicamente qui. Cinque mesi di attività non si erano mai visti e certamente l’organizzazione è molto impegnativa”.

 

Continua Gubitosi “Da marzo la paura, tra i ragazzi, era un elemento tangibile, e il rischio che il Festival non si facesse anche, ma i ragazzi sono stati sollevati dalla tranquillità della direzione e dalla continua conferma che non dovevano temere. “Sono io che devo ringraziare loro – conclude Gubitosi – per la forza, la pazienza e per aver compreso che #Giffoni50, un’edizione che avrebbe dovuto avere oltre 7mila giurati di 50 nazioni e un pubblico di circa 400mila persone, avrebbe assunto un’altra forma. Scelto il numero giusto, secondo le regole sanitarie, per le due tappe di agosto hanno capito, sono stati solidali. A loro ho dato già d’ufficio l’ingresso nelle giurie del 2021, parliamo di 7mila ragazze e ragazzi. I giffoners non si sono tirati indietro: abbiamo aperto gli hub in Italia e all’estero gestiti esclusivamente da loro, piccoli direttori di questo grande evento che si chiama Giffoni. Ho dovuto dire ‘no’ a tanti perché bisogna stare attenti all’organizzazione. È tutto nuovo per me e per il team. C’è grande curiosità, certamente un po’ di preoccupazione per la gestione dei tanti eventi, ma anche una speciale serenità. Iniziamo daccapo un cammino, rimettendo in discussione tutto ciò che avevamo acquisito negli anni”.

Il Giffoni San Donà Experience farà parte di questa meravigliosa nuova avventura!